Fondo libretti - Conservatorio di musica di Padova

Fra Gherardo

ILDEBRANDO PIZZETTI/FRA GHERARDO/DRAMMA IN TRE ATTI/G.RICORDI & C./MILANO/RIPRISTINO 1948/ANNO MCMXXVIII

Type
Opera  
Carte
107  
Struttura Frontespizio
Cop. in carta bianca con illustrazione e cornice  
Dimensioni
16 x 23 cm  
Editore
Ricordi G. & C.  
Num Editoriale
120712  
Stampa
MILANO, 1948  
Segnatura
LIBRETTI/BUSTA 69/1  
Libretto
Pizzetti Ildebrando  
Musica
Pizzetti Ildebrando  
Atti
3  
Personaggi Interpreti
PERSONAGGI dell'ATTO I: GHERARDO; MARIOLA; UN GENTILUOMO; UNA DONNA BIONDA; I MENDICANTI: il notaro, il guercio, il cieco, una vecchia
PERSONAGGI dell'ATTO II: FRA GHERARDO; FRATE GUIDO PUTAGIO; FRATE SIMONE; UN FRATICELLO GIOVINETTO; MARIOLA; UNA MADRE; UN VECCHIO ; UN INCREDULO
PERSONAGGI dell'ATTO III: FRA GHERARDO; MARIOLA; IL PODESTA'; IL VESCOVO; L'ASSESSORE del PODESTA'; UNA MADRE; IL ROSSO; UN GIOVANE; UNA GUARDIA; UN RAGAZZO  
Cori Comparse
una voce rabbiosa; una voce di donna; un'altra voce di donna; un soldato; un altro soldato; la voce di un ragazzo; un uomo; una donna  
Luogo
A PARMA - NEL 1260  
Mutamento Scene
ATTO I: Il cortile della casa di Gherardo. A sinistra la facciata della casa, una casa di pietra bigia, a un solo piano oltre quello terreno. Sopra la porta, chiusa, alla quale si accede per due scalini, v'è una tettoia di legno sostenuta da travicelli infissi nel muro. Le finestre sono tre, una a lato della porta, a sinistra, le altre due che danno luce alle stanze superiori. In fondo, che fa angolo col muro maestro della casa, e che piega poi e si stende sul lato destro, un muro di cinta dell'altezza di circa quattro braccia. E nel muro di fondo, fra due pilastri sormontati da un rozzo architrave, è il portone, a due battenti, che dà sulla strada, strada sterrata, più di campagna che di città. Addossato al muro di destra un vecchio fico frondoso. Sopravanzano il muro rami d'alberi fra i quali si scorgono le altane di case vicine e il campanile di una chiesa più lontana. Quasi nel mezzo del cortile, ma più verso sinistra, un pozzo con la sua vera di pietra. Sulla fine di maggio, verso l'Ave Maria./ ATTO II: una piazzetta, centro di stradette e vicoli, fra la Porta di Santa Croce e il torrente. Una di queste strade, stretta e scura, si apre di fronte, sotto un arco che lega insieme la facciata di una casa povera, di un solo piano sopra un tozzo portico a tre arcate, e la parte posteriore di un palazzotto, di pietra bigia e di mattoni, dal tetto merlato; un'altra si apre a sinistra, fra quella casa del portico e la casa dei Putagi, la quale occupa il lato sinistro della scena ed ha al piano terreno due finestre inferriate e un portone a sesto acuto preceduto da un pianerottolo rialzato su tre scalini, e al piano di sopra ha un loggiato sostenuto da colonnette di cotto; la terza strada, a destra, sta fra il palazzo merlato e una chiesetta, la quale mostra la sua facciata, con la porta nel mezzo e una finestra rotonda sopra la porta, ed ha sopra il tetto un archetto su due pilastrini che regge una piccola campana, e sul suo fianco verso la piazza sostiene un pulpito di pietra al quale si sale per una scaletta pure di pietra. Davanti alla casa dei Putagi, un grande olmo, e sotto l'olmo, adattata al tronco, una panca. Ai 16 di Luglio del 1269, al trampnto.; ATTO III: Ai 18 di luglio del 1269, di mattina. Uno stanzone a pian terreno del palazzo vescovile, verso il cortile. Due strette ed alte finestre inferriate nel muro di fondo, una porta a sinistra, un camino a destra. Un tavolo nel mezzo, una panca presso il camino, un pagliericcio in un angolo. Per terra, una scranna in pezzi e i cocci di una scodella e di un boccale.  
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