Fondo libretti - Conservatorio di musica di Padova

Maristella

MASO SALVINI/ MARISTELLA/ DRAMMA LIRICO IN TRE ATTI/ dal pometteo "Zi' Munacella" di SALVATORE DI GIACOMO/ per la musica di/ GIUSEPPE PIETRI/ MILANO, 1934 XII

Type
Opera  
Carte
47  
Struttura Frontespizio
Copertina beige con illustrazione  
Dimensioni
13,4 x 18,9 cm  
Tipografo
La Tipografica  
Stampa
Milano, 1934  
Segnatura
LIBRETTI/ BUSTA 56/ 7  
Libretto
di Giacomo Salvatore  
Musica
Salvini Maso  
Atti
3  
Scene
I, 1; II, 1; III, 1  
Personaggi Interpreti
MARISTELLA figlia di Nicò: Soprano; LAURENCIA la Viceregina: Mezzosoprano; MADRE LUISA Superiora al Convento di Santa Maria del Rifugio: Mezzosoprano;GIOVANNI RIADA: Tenore; DON TANIELLO cerimoniere di Palazzo: Baritono; NICO' maggiordomo di Palazzo: Basso; DON RODRIGUEZ D'ALMAQUERA: Baritono; IL VICERE', generico; UN UFFICIALE DELLA GUARDIA: generico; UN POPOLANO: generico  
Cori Comparse
Le fanciulle del Convento, Le fanciulle del Borgo, Dame, Cavalieri, Gentiluomini, Dignitari, Cerimonieri, Cortigiani, Valletti e Servi di Palazzo, Giovani danzatori e giovani danzatrici, i tre musici, i popolani, Le popolane, le comari, Gli amici di Nico', i quattro giudici,isoldati, le due suore anziane, i sette sbirri  
Luogo
Napoli, subito dopo la rivoluzione di Masaniello (1647)  
Mutamento Scene
I: Un'ampia e ricca sala terrena nel Palazzo del Vicerè. In fondo, tutta la parete è occupata da uno svelto porticato, oltre il quale si vede un giardino fiorito che si perde lontano. A sinistra, nella parete, un capitello nel quale spicca l'immagine della Vergine: il capitello è in pietra, con l'archetto e la mensola. Una lampada di ferro pende, spenta, davanti all'Immagine. Nella stessa parete, un'altra porta. In quella di destra, una porta uguale nella sagoma a quella di fronte. Tra l'angolo del porticato e codesta parete si leva un basso palco, coperto di damasco, adorno di piante fiorite. E' il tramonto
II: Un cortile interno nel Convento di S. Maria del Rifugio. In fondo, al centro, la Chiesa, alta sul sacrato che è sopraelevato di tre gradini dal piano del cortile. Ai lati della Chiesa, un muro, oltre cui, a destra, la strada e la campagna, a sinistra, l'orto del Convento. Nel muro, a destra, una piccola porta a comparire. Il cortile è delimitato lateralmente da due porticati a colonne, intersecati, a lor volta, da altri porticati che danno accesso a parti interne del Chiostro. In disparte, in un angolo, il pozzo. Al piede d'ogni colonna, vasi e cassettoni da fiori: lungo e sotto i colonnati, sedili di legno e panche. In un tramonto d'estate/ III: Un'ampia stanza d'ingreddo nella casa che Nico' ha sulla costa alta del Golfo Partenopeo, sopra la città. La stanza è a pareti irregolari: da quella di sinistra (guardando) - in cui è alzato un telaio - parte obliquamente sino alla parete del fondo uno svelto colonnato oltre cui s'apre una grandissima loggia dalla balaustra di muro. Il colonnato è in parte chiuso dalle sue vetrate, come una veranda; sulla loggia, ammassate in terra, sono alcune cassette di piante fiorite. Nella parete frontale si apre la comune, che dà sopra un largo pianerottolo, cui fa capo una scala esterna per la quale, con pochi gradini, si scende nella strada. La parete di destra avanza dritta per due terzi della scena; quivi si piega ad angolo retto verso l'esterno destro; poi torna diritta fino all'arco scenico. In questo tratto è la porta che mette in comunicazione con il resto della casa. Al lato più lungo della parete è appoggiata una cassapanca; nell'angolo del fondo una cantoniera per ninnoli; nel lato più corto - che resta anch'esso di fronte come la parete del fondo - è un grande e basso camino. Sul davanti, a destra, con lo schienale volto alla loggia e per un poco anche al camino, è un vecchiodivano baso, a spalliera laterale. Verso sinistra, una tavola rettangolare con seggiole all'intorno. Presso la loggia, un carillon con la sua panchetta. Altre panchette più qua e più là. Si capisce dal disordine, che sta per tornare ordine, che l'ambiente si è riaperto da poco, dopo essere rimasto chiuso e trasandato per qualche tempo. Attraverso quelle vetrate che sono aperte si vede, in tutto il suo fulgore solatìo e marino, un tratto del golfo. La radiosa mattinata di aprile empie l'aria di canti e di profumi.  
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