Fondo libretti - Conservatorio di musica di Padova

Maria di Magdala

ARTURO ROSSATO/ MARIA DI MAGDALA/ TRE ATTI/ musica di/ ARRIGO PEDROLLO/ [fregio]/ MILANO/ CASA MUSICALE SONZOGNO/ 12 - Via Pasquirolo - 12

Type
Opera  
Carte
33  
Struttura Frontespizio
Copertina grigia in cartoncino con cornice  
Dimensioni
13,5 x 19 cm  
Tipografo
Tipografia della Casa Musicale Sonzogno  
Editore
Casa Musicale Sonzogno  
Stampa
Milano, 1924  
Segnatura
LIBRETTI/ BUSTA 56/ 12  
Libretto
Rossato Arturo  
Musica
Pedrollo Arrigo  
Atti
3  
Scene
I, 1; II, 1; III, 1  
Personaggi Interpreti
MARIA MADDALENA di Magdala; PUBLIO; BARABBA; GIOVANNI; SARA; il cieco; una donna; una danzatrice  
Cori Comparse
Folla, carovanieri  
Luogo
Palestina  
Mutamento Scene
I, 1: Appare una taverna. Il soffitto a volta strapiomba a sinistra in tre archi che si posano su tre rozzi capitelli di pietra, formando come ampie nicchie; nella prima si spalancherà una grande finestra ad inferriate; nella seconda - cieca - si vedrà un basso giaciglio coperto da un tappeto a colori vivaci; nella terza più lontana, si aprirà una gran porta di legno. Tutto il fondo, invece, è un grandea rco che si apre sulla campagna deserta e sul cielo azzurro del mezzodì. A destra un muero ammuffito, con anfore, nicchie, qualche lucerna spenta e una piccola porta senza uscio. Clamore di danza e di voci nella taverna. una donna quasi discinta, ballerà sopra un tappeto rossi, percosso dal sole sfolgorante che entrerà per le sbarre della finestra. Presso la danzatrice un'altra donna accocolata scrollerà dei cembali a cadenza; in cerchio intorno alle donne una piccola folla gode ed aizza. Barabba, attorniato da alcuni ceffi di ladroni, motteggia e tracanna ad un desco accostato alla muraglia; lontano, nell'arco di mezzo, il bando del taverniere carico di ciotole e di anfore, nel giaciglio entro la nicchia, sta assorto e silenzioso il Cieco. Sole vivo e rumor di gente che esce e che entra nella taverna dalla gran porta aperta; pace e luce fioca nella terricciola, oltre l'arco. Barabba, alza una ciotola e un'anfora, lascia il desco e si avvicina ondeggiando alla danzatrice, imponendole con un gesto rude di cessare. Colei obbedisce e lo guarda.
II, 1: A Magdala. Nella casa di Maria Maddalena. Si vedrà una vasta stanza, ingombra d'arche aperte, di tappeti, di cofani e tutta illuminata dal pulviscolo del tramonto. Nel fondo si aprirà una gran porta che dà sull'atrio. Un'altra porta, chiusa da una pensate cortina di velluto, è lì accanto. Oltre l'atrio, fiorito di palme, si scorgeranno la strada e le mura opposte gremite di rosai, ardenti nella letizia della primavera. Il crepuscolo è festoso. I tappeti sembreranno caldi di luce. Un canto lontano prorompe e riempie i cieli della sua gioia: un altro si attarda e vaga melanconico come una nuvola che si spegne. Per la via passano donne e infanti. Il sole muore a poco, a poco/ III, 1: Un vasto tugurio, scavato crudamente nella roccia, ai piedi del Golgota. Nella parete una larga fenditura guarda la vetta del monte e lascia scorgere il sentiero aspro che vi conduce. Una rozza porta di ferro è lì presso. Dalla vòlta pende una lampada di ferro accesa, che oscilla. Tenebre, lampi e tempesta sul monte. Nella grotta stanno i Discepoli in terrore. Uno è accosto alla fenditura, guardando pel sentiero. Giovanni, impietrito, è seduto sotto la lampada. il Cieco sta accocolato in un angolo pregando. Ecco: un tuono, un lampo vivo e un lungo ululo di vento. Poi silenzio. Nella pausa si odono i canti lontani della Donne e il borbottio commesso del Cieco che prega.  
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