Fondo libretti - Conservatorio di musica di Padova

Piccolo Marat, Il

Il piccolo/ Marat/ Libretto in 3 Atti/ di/ Giovacchino Forzano/ per la musica/ di/ Pietro Mascagni/ Casa Musicale Sonzogno/ in Milano - MCMXXI

Type
Opera  
Carte
48  
Struttura Frontespizio
Copertina grigia in cartoncino con cornice  
Dimensioni
12,2 x 18,3 cm  
Tipografo
Tipografia della Casa Musicale Sonzogno  
Editore
Casa Musicale Sonzogno  
Stampa
Milano, 1921  
Segnatura
LIBRETTI/ BUSTA 56/ 13  
Libretto
Forzano Giovacchino  
Musica
Mascagni Pietro  
Atti
3  
Scene
I, 1; II, 1; III, 1  
Personaggi Interpreti
IL PRESIDENTE DEL COMITATO: L'ORCO; MARIELLA, sua nipote; IL PICCOLO MARAT; LA MAMMA; IL SOLDATO; LA SPIA; IL LADRO; LA TIGRE; IL CARPENTIERE; IL CAPITANO DEI "MARATS"; IL PORTATORE DI ORDINI  
Cori Comparse
i "Marats"; gli Ussari Americani; i Prigionieri; la folla affamata  
Luogo
Epoca:quando per far riconoscere che "gli uomini nascono e rimangono liberi ed uguali nei diritti" il boja moriva di compassione sul patibolo  
Mutamento Scene
I, 1: La scena raffigura una piazzetta: a sinistra la facciata di un palazzo; un ballatoio fiancheggiato da due branche di scale la cui ringhiera di ferro non ha interruzione, sta davanti alla porta d'ingresso. Sotto il ballatoio una porta. Quindi una strada che entra in quinta a sinistra. Quindi, nel mezzo della scena, un ponte che cavalca un fiume. A destra, in primo piano, la parte posteriore di un convento adibito ad uso di prigione. Le finestrae sono state murate e ad un finestrone rettangolare, alto un metro e mezzo circa da terra, sono state applicate delle barre di ferro e ancora esternamente delle imposte di legno che si aprono a libro. Oltre questo fabbricato, la strada che entra in quinta a destra è fiancheggiata, come quella di sinistra, da un muricciuolo che si perde in quinta. Oltre il ponte che sarà praticabile, a destra, il cupo fabbricato di una prigione, a sinistra un quartiere della città. Una sera d'autunno. Deserti la piazza, il ponte e le vie. La solitudine di una città desolata e atterrita. Sul davanti a destra c'è un moro, un "ussaro americano" che monta la guardia alla grata, le cui imposte sono chiuse. Passa nell'aria, con la brezza della sera, un malinconico canto che sembra si levi da tutte le prigioni della città: debole, vago, lontano, misterioso, doloroso. E' la cantina di P. De Monfort.
II, 1: In casa dell'Orco. Una stanza cupa. A sinistra la stanza ma più in basso, diviene quasi un androne che ha nel fondo un portone nel quale è praticata una porticina che dà sul fiume. A sinistra, sul davanti, una scala di legno che conduce a un pianerottolo pure di legno, all'altezza dell'arco dell'androne, su cui è la porta della camera da letto dell'Orco. Nella parete di fondo, a destra, un ritratto di Marat. Nella parete di sinistra una porticina. In primo piano a destra la porta d'ingresso. Nel mezzo della scena una tavola rettangolare. Un camino nella parete di legno/ III, 1: La camera dell'Orco. Le pareti rozze, il soffitto a travi, il pavimento sconnesso, qualche mobile sgangherato contrastano con varie suppellettili di gran lusso sparse qua e là, manifestamente frutto di feconde "perquisizioni" in case aristocratiche. Nel mezzo della stanza, davanti a una scrivania plebea, una ricchissima poltrona. di fianco alla porta d'ingresso, che è a destra, sopra una tavola rozza, due pesanti e grandi candelabri di bronzo massiccio. Qualche arazzo e qualche tappeto. Un finestrone occupa quasi tutta la parete nel fondo. A sinistra un letto di ferro e l'occorrente per scrivere; carte ammucchiate confusamente. La camera è scarsamente illuminata da un lucignolo ad olio, contornato di vetro rosso, che è sullo stipo, a destra del letto. L'Orco, sdraiato sul letto, dorme profondamente. Al di là del finestrone, l'oscurità è completa. Qualche rullo di tamburo, lontano. Qualche colpo di fucile, lontanissimo.  
Note
Su prima carta timbro ad inchiostro: G. BARONI/ RILEVATARIO NEGOZIO/ CASA MUSICALE SONZOGNO/ VIA T. GROSSI - VIA SILVIO PELLICO/ MILANO  
Disponibile al prestito
Disponibile solo per consultazione