Fondo libretti - Conservatorio di musica di Padova

Capricci di Callot, I

G. FRANCESCO MALIPIERO/ I CAPRICCI/ DI CALLOT/ COMMEDIA IN 3 ATTI E PROLOGO/ (5 QUADRI)/ EDIZIONI SUVINI ZERBONI/ MILANO

Type
Opera  
Carte
15  
Struttura Frontespizio
Copertina rosa con cornice e illustrazione  
Dimensioni
13,2 x 19 cm  
Editore
Suvini Zerboni  
Stampa
Milano, 1942  
Segnatura
LIBRETTI/ BUSTA 59/ 4  
Libretto
Malipiero Gian Francesco  
Musica
Malipiero Gian Francesco  
Atti
Prologo, 3 atti  
Scene
Prologo, 1; I, 1 II, 1; III, 2 quadri  
Personaggi Interpreti
GIACINTA: Soprano; GIGLIO: Tenore; LA VECCHIA BEATRICE: Mezzosoprano; IL PRINCIPE TRAVESTITO DA CIARLATANO: Baritono; IL POETA CHE APPARE ANCHE SOTTO LE VESTI DEL PICCOLO VECCHIO: Tenore; UNA MASCHERA: Baritono  
Cori Comparse
Personaggi muti: le otto maschere di Callot; il capitano Spessa Monti e Bagattino; il capitan Ceremonia e Lavinia, Riciulina e Mezzettino; il capitan Malagamba e il capitan Bellavita. Nel corteo; Dodici suonatori di flauto, due uomini-struzzo, dodici mori, donne al tombolo, gli uomini delle portantine, otto schiavi; maschere; dodici giovani donne; due garzoni.  
Mutamento Scene
Prologo: Si alza la tela e appare un secondo sipario sul quale è dipinto un enorme clavicembalo barocco, quasi un pianoforte. Da una delle tre gambe, che si trasforma in una porticina, escono alcune maschere che riproducono quelle di Callot dei "BAlli di Sfessani". Le maschere danzano secondo il loro carattere e si succedono nell'ordine seguente: i lcapitan Spessa Monti e Bagattino; il capitan Ceremonia e Lavinia; Riciulina e Mezzettino; il capitan Malagamba e il capitan Bellavita. Ognuna delle coppie rientra nel clavicembalo in modo che rimane sulla scena sempre una coppia soltanto.
I: Una stanza bassa. A sinistra una scala ascendente, che in alto finisce con un pianerottolo che conduce alla prota di entrata. Al centro una piccola finestra. A destra un grande armadio aperto: si vedono molti vestiti di tutti i colori. Anche dalla balaustrata della scala pendono numerosi vestiti. Ci cono inoltre otto manichini che portano i vestiti delle maschere del prologo. Davanti all'armadio, ma un po' più a destra un gran tavolo carico di stoffe, scatole, arnesi del mestiere (grande ferro da stiro, grandi forbici, ecc.). La vecchia Beatrice è in faccende, Giacinta, seduta accanto alla finestra, cuce, cioè lavora a un sontuoso vestito di velluto rosso.
II: Il corso a Roma. Ampia strada che al centro della scena si allarga e viene a formare una piazzetta dove domina un maestoso palazzo con un grande portone chiuso. A destra, main primo piano, un palco sul quale il ciarlatano sta vendendo i suoi specifici miracolosi.
III, 1: Una grande sala tutta riflessi e luci spettrali. A sinistra un grandebalcone con balaustrata (la balaustrata sarà uguale, anzi identica al parapetto della scala che si è già visto nel primo atto che finisce con un pianerottolo). A destra un trono dorato. Sopra il trono, entro una nicchia, una bambola carica di diamanti e che risplende come i lsole. Il piccolo vecchio, che nel corteo sedeva entro il tulipano, ora siede sul trono e ha dinanze a Sè il grande libro appoggiato sopra un leggio che rappresenta un moretto inginocchiato. Il vecchietto è sempre vestito con una lunga palandrana d'argento e porta grandi occhiali e l'imbuto che gli copre il capo. Si vedono gli stessi mori del corteo e le stesse donne che lavorano ai merletti, però sono molto più numerose. Possono essere venti, anche trenta. Lavorano affannosamente e muovono il capo solo per commentare la lettura del piccol ovecchio che gesticola minaccioso./ 2: La stessa scena del primo atto. Gli stessi vestiti buttati alla rinfusa un po' dappertutto, mancheranno soltanto i manichini delle otto maschere di Callot (quelle del Prologo). In cima alla scala, la gabbia con Giglio che si sarà lasciato cadere sul fondo della gabbia stessa e vi ci starà tutto rannicchiato. Giacinta, che veste sempre l'abito della principessa, parla alla vecchia Beatrice, con molto calore e convinzione.  
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