Fondo libretti - Conservatorio di musica di Padova

Dottor Antonio, Il

MARIO GHISALBERTI/ IL/ DOTTOR ANTONIO/ OPERA LIRICA IN TRE ATTI (5 quadri)/ (dal romanza di GIOVANNI RUFFINI)/ MUSICA DI/ FRANCO ALFANO/ EDIZIONI SUVINI SERBONI - MILANO32

Type
Opera  
Carte
32  
Struttura Frontespizio
Copertina in cartoncino beige con cornice e illustrazione  
Dimensioni
12,7 x 18,1 cm  
Tipografo
Archetipografia di Milano  
Editore
Suvini Zerboni  
Stampa
Milano, 1948  
Segnatura
LIBRETTI/ BUSTA 61/ 23  
Libretto
Ghisalberti Mario  
Musica
Alfano Franco  
Atti
3  
Scene
I, 1; II, 2 quadri; III, 2 quadri  
Personaggi Interpreti
MISS LUCY DAVENNE: Soprano I; IL DOTTOR ANTONIO: Tenore I; SPERANZA: Altro Soprano; SIR JOHN DAVENNE: Baritono I (1° atto); IL RE DI NAPOLI: Baritono I (2° atto); CARAFFA DEI DUCHI D'ANDRIA: Tenore II; AUBREY DAVENNE: Basso (1° atto); DON SALVATORE: Basso (3° atto); IL CAPO DELLA POLIZIA: Basso (2° atto)  
Cori Comparse
Comprimari: LA MADRE DI SPERANZA: Mezzosoprano; ROSALINDA PISTACCHINI: Soprano II; WARRACK: Tenore (2° atto); ORLANDO PISTACCHINI: Tenore (1° atto); IERVOLINO: Tenore (2° atto); IL BARONE MITRAGLIA: Tenore (3° atto); IL DIRETTORE DEL CARCERE DI ISCHIA: Baritono (3° atto); IL CAPO DELLA GUARNIGIONE: Baritono (2° atto); IL CAPITANO: Basso (3° atto, 2° quadro); IL CUSTODE: Basso (3° atto, 1° quadro)
Mimi: il giudice Navarro; Poerio; Settembrini; Voce di un pescatore / Coro: Dame; Gentiluomini; Prigionieri politici / Comparse: Ufficiali; Soldati; Valletti; Marinai; Popolani napoletani; Deputati napoletani; Danzatrici; Maschere napoletano (Pulcinella ed altre)  
Luogo
1° atto: Bordighera, 1840; 2° atto: Napoli, 1848; 3° atto: Ischia, 1851  
Mutamento Scene
I: La terrazza della "Casa del Mattone"di Bordighera. A destra la facciata della casa con la porta che mette sulla terrazza e, al primo piano, il poggiolino fiorito della camera di Lucy. Una pergola d'uva copre in parte la terrazza, lungo la facciata della casa. La terrazza occupa quasi la metà della scena, ed è circa un metro più alta del piano del palcoscenico. La metà di sinistra della scena è invece presa dal rustico giardino della casa, limitato da un muretto a secco, nel quale s'apre un cancelletto di legno, che mette sulla strada della Riviera. Dal lato sinistro della terrazza si scende in giardino per mezzo di alcuni scalini di pietra, e lo stesso dal fondo della terrazza. Qualche vaso fiorito di gerani e di garofani ornai il rustico muricciolo che fa da balaustra della terrazza. Sulla porta della casa una frasca di pino. Tutto lo sfondo della scena è preso dal grande arco del goldo, fino alla chiesetta di Sant'Ampelio, frastagliato da scogliere e da promontori fronzuti, con oliveti e lance di cipressi e cupole di pini, che si ritagliano contro il mare e il cielo. È l'inizio di un placido tramoento di maggio. Tutto è silnzio, immobilità, indefinibile nostalgia.
II, 1°quadro: Una piccola stanza terrena nella "Casa del Mattone" di Bordighera. A sinistra la porta che dà all'esterno. In fondo una finestra da cui si vede la strada della Riviera. A destra un arco, oltre il quale si vedono i primi scalini - praticabili - d'una scala che perde in coperta. Un camino rustico acceso, un tavolino, due sedie e una poltrona presso il camino. Si vede piovere oltre la finestra. È un tardo pomeriggio di marzodel 1848./ 2° quadro: Il giardino del Palazzo Reale di Napoli, la notte del 14 maggio 1848. A destra si vede un angolo della serra sfarzosamente illuminato. Dalla serra si scende in giardino verso il centro e verso il proscenio, per mezzo di ampie porte vetrate e di larghe scalinate. A sinistra alberi rari, aiole fiorite, vialetti. il centro è sgombro, con qualche sedile di pietra.
III, 1° quadro: L'infermeria del carcere di Ischia. Lungo i muri, su cavalletti, delle tavole che sostengono fetidi pagliericci. In mezzo, una tavola con una brocca di terra. Nel muraglione di fondo, alta dal suolo, una finestra inferriata, da cui non si vede che un po' di cielo. Una porticina ferrata, con una feritoia, a sinistra, in primo piano, mette nel corridoio delle celle. Anche a sinistra, ma in fondo, un'apertura che dà accesso ad una specie di alcova destinata agli ammalati gravi. È un tardo pomeriggio del mese di maggio 1851./ 2° quadro: La poppa del panfilio di Lucy. A sinistra la tuga con la scaletta per discendere sottoponte. nel fondo, in mezzo, il barcarizzo che scende in mare. S'intravede lontano verso sinistra, lo sprone del Castello di Ischia che sovrasta sinistramente ad una scogliera. Tutto intorno il mare libero. Il panfilio è all'àncora, con tutte le vele spiegate, ma in panna. È la notte seguente.  
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