Fondo libretti - Conservatorio di musica di Padova

Mese mariano

MESE MARIANO/ Bozzetto lirico in un atto/ VERSI DI/ SALVATORE DI GIACOMO/ MUSICA DI/ Umberto Giordano/ Casa Musicale Sonzogno - Milano

Type
Opera  
Carte
16  
Struttura Frontespizio
Copertina in cartoncino verde  
Dimensioni
13,5 x 18,6 cm  
Tipografo
Tipografia della Casa Musicale Sonzogno  
Editore
Casa Musicale Sonzogno  
Stampa
Milano, 1910 (copyright); 1924 (nuova edizione); 1938 (stampa)  
Segnatura
LIBRETTI/ BUSTA 62/ 23  
Libretto
di Giacomo Salvatore  
Musica
Giordano Umberto  
Atti
1  
Scene
I, 1  
Personaggi Interpreti
CARMELA; LA CONTESSA; Il rettore DON FABIANO; figlie della Carità dette Monache Francesi: LA SUPERIORA, SUOR PAZIENZA, SUOR CELESTE, SUOR CRISTINA, SUOR AGNESE SUOR MARIA; La bambina VALENTINA  
Cori Comparse
Cori: bambini dell'Asilo Infantile dell'Albergo dei Poveri/ Comparse: Suore; il servo della contessa  
Luogo
Napoli, ai giorni nostri  
Mutamento Scene
I: A Napoli, ne' giorni nostri. L'Asilo Infantile, annesso al Reale Albergo dei Poveri, è affidato alle così dette "Monache Francesi". Costoro non si occupano se non d'accogliere per poche ore una parte dei piccoli ricoverati nell'Albergo stesso, la quale, ogni giorni invia alle scuole dell'abbecedario e alla ricreazione nel giardino la Direzione dell'Albergo di Poveri. Questo grandioso edifizio, fatto costruire in Napoli da Carlo III, accoglie non meno di tremila poveri, tra vecchi e bambini. Alle bambine le suore danno lezioni nelle classi elementari e insegnano a ricamare, a cucire e a fabbrica fiori di carta; dei maschietti, che hanno le loro camerate in un' altra parte dell'edificio, le suore stesse sono incaricate d'una certa sorveglianza e d'una educazione rudimentale. Ma esse non posso precisamente, per il gran numero di que' bambini e il loro movimento continuo, rispondere e dar conto di ciascuno di loro: tanti nuovi entrano, tanti escono dall'Albergo, tanti sono accolti nella lontana infermeria. La scena segue nel vasto cortile dell'Asilo Infantile, un cortile settecentesco, pieno di luce e di gaiezza. A destra dello spettaore è l'entrata alle scuole: la porta è aperta, e, di profilo, si vedono i banchi degli scolaretti, e su' banchi si vede un Crocefisso, attaccato alla parete. Più verso lo spettatore, e pur a destram è l'uscio della portineria, la cui facciata pur guarda il vasto cortile. A sinistra dello spettatore è la chiesette dell'Albergo dei Poveri: una breve scala, dalle balaustre di marmo, conduce alla porta della chiesa. Il cortile termine in una bella terrazza e la terrazza affaccia sul giardino dell'Albergo. Napoli appare nel lontano e si dilegua sul cielo turchino: appare la linea del Vesuvio, appaiono le case sulla riva, i piccoli campanili a mattonelle colorate e luccicanti, il verde delle colline: e tutto è bagnato dalla serena luce di un bel pomeriggio di maggio. Sulla balaustra marmorea della terrazza è piantata una statua di S. Gennaro, patrono della città. Il Santo stende la mano destra verso il Vesuvio, come per arrestare il suo furore. Tutto è lieto. Su per i cancelletti della chiesa, sul muro della portineria, su per la balaustra della terrazza si arrampicano l'edera e la campanule: da qualche ascoso rosaio attingono la bianca balaustra le rose gialline. Il tramonto è prossimo.  
Note
Su quarta di copertina timbro ad inchiostro: AUMENTO 20 per cento  
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