Fondo libretti - Conservatorio di musica di Padova

Campana sommersa, La

LA/ CAMPANA/ SOMMERSA/ OPERA IN QUATTRO ATTI/ LIBRETTO DI/ CLAUDIO GUASTALLA/ DAL DRAMMA DI/ GEHRART HAUPTMANN/ MUSICA DI/ OTTORINO RESPIGHI/ PROPRIETÀ DEGLI EDITORI PER TUTTI I PAESI/ ED. BOTE & G. BOCH, BERLIN W8/ FONDAZIONE 1838

Type
Opera  
Carte
28  
Struttura Frontespizio
Copertina in carta bianca  
Dimensioni
11,7 x 18 cm  
Tipografo
Röder C. G., G.m.b.H.  
Editore
Bote e G. Bosch  
Stampa
Leipzig, 1928 (copyright)  
Segnatura
LIBRETTI/ BUSTA 62/ 18  
Libretto
Guastalla Claudio  
Musica
Ottorino Respighi  
Atti
4  
Scene
I, 1; II, 1; III, 1; IV, 1  
Personaggi Interpreti
Rautendelein, Soprano; Magda, Soprano; La Strega, Mezzosoprano; La Vicina, Mezzosoprano; La prima Elfe, Soprano; La seconda Elfe, Soprano; La terza Elfe, Mezzosoprano; Enrico, Tenore; L'Ondino, Baritono; Il Fauno, Tenore; Il Curato, Basso; Il Maestro, Baritono; Il Barbiere, Tenore; Il primo Bimbo; Il secondo Bimbo; Un Nano  
Cori Comparse
Coro dei Bimbi; Coro delle Elfi, Soprani e Mezzosoprani; Comparse: Elfi danzatrici; Spiritelli; Nani; Gente del Villaggio  
Mutamento Scene
I: Un prato fra i monti, ricinto di alberi sonori. A sinistra, in fondo, si vede una piccola casa, mezzo nascosta dalla rupe imminente. Dall'altra parte, ma più innanzi, sul limitare della selva, è un antico pozzo. Una fanciulla, una bimba quasi, è seduta sulla sponda del pozzo: è RAUTENDELEIN, creatura di spiriti. Pettina essa la fluente capellatura d'oro edi rame, e si schermisce da un'ape che le aleggia intorno al capo.
II: Una stanza di vechio stile tedesco, nella casa del Maestro della campane. La parete di fondo è per metà occupata da una profonda nicchia, con il focolare e il camino: sui carboni spenti v'ha un paiolo di rame. L'altra metà della parete è aperta a finestra: accanto alla finestra è un lettuccio. In ciascuna parete laterale, una porta: quella di sinistra conduce all'officina, quela di destra all'andito. Avanti, a destra, è una tavola con qualche seggiola intorno; sulla tavola un boccale di latte, tazze, pane. Una piccola secchia è lì presso. La stanza è adorna di immagini: copie di Adam Kraft, Peter Vischer e d'altri. Campeggia un crocefisso di legno dipinto. I due FIGLI DI ENRICO, l'uno di cinque e l'altro di nove anni, vestiti da festa, siedono a tavola e han d'innanzi la loro bella tazza di latte. La signora MAGDA, anch'essa adorna delle sue vesti migliori, entra da destra recandoin mano un fascio di primule. È mattino di buon'ora, e la luce a poco a poco aumenta.
III: Una vetreria abbandonata sull'alta montagna, non lungi da' nevai. La parete di destra è roccia viva, e l'acqua vi scende condotta in un tubo d'argilla entro una vasca di pietra. A sinistra v'è la fucina col suo camino e il suo mantice. Attraverso la porta che s'apre in fondo, alta e larga comela bocca d'un fienile, appare il paesaggio alpestre: una rupe scoscesa e, in lontananza, una foresta di conifere, un piccolo lago, le vette biancheggianti. Nel tetto è un foro ond'esca il fumo. A destra, nella roccia, è tagliata una porta che dà adito ad una grotta. Incudini, martelli, molti arnesi: presso il proscenio, un basso giaciglio coperto di pelli caprine. Nella fucina un fuoco divampa. ENRICO regge con le tenagli grandi un pezzo di ferro rovente su una delle incudini. Una schiera di NANI in veste di minatori si affatica a lui d'intorno: L'UNO afferra, con Enrico, le tenaglie; UN ALTRO brandisce un gran martello e lo fa cadere sul ferro, UN TERZO muove il mantice; ALTRI battono sulle incudini o sono diversamente intenti al lavoro, intorno a pezzi già fusi e forgiati, o a modelli d'architettura e di scoltura. Seduto sulla pietra della vasca, l'ONDINO lava un mucchietto d'oro.
III: Il Prato d'Argento, come nel primo atto. Mezzanotte. TRE ELFI siedono intorno al pozzo.  
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