Fondo libretti - Conservatorio di musica di Padova

Campane di guerra

CAMPANE/ DI GUERRA/ DRAMMA LIRICO IN TRE ATTI DI/ CARLO RAVASIO/ PER LA MUSICA DI/ VIRGILIO RANZATO/ (Illustrazioni di DINO BUZZATI TRAVERSO)

Type
Opera  
Carte
32  
Struttura Frontespizio
Copertina con illustrazione a colori  
Dimensioni
12 x 19 cm  
Tipografo
Stabilimento Tipografico de La Gazzetta dello Sport  
Stampa
Milano, 1933  
Segnatura
LIBRETTI/ BUSTA 62/ 9  
Libretto
Ranzato Virgilio  
Musica
Ravasio Carlo  
Atti
3  
Scene
I, 7; II, 9; preludio sinfonico; III, 2  
Personaggi Interpreti
DANE, il campanaro del villaggio; MARIABELLA, sua moglie; LA MADRE DI DANE; PADRON SGUALDO, fittabile del villaggio; BASTIANO, un mendicante; L'OSTE GILDO; UN GUARDIACACCIA; UN MUTILATO  
Cori Comparse
Uomini; Donne del villaggio; una bimba, Rosa (54 anni), figlia di Dane e Mariabella  
Luogo
Un villaggio delle Alpi. Epoca: la grande guerra  
Mutamento Scene
I: Una solitaria piazzetta di paesello alpino nel roseo, tacito stupore dell'aurora. In fondo, alte, dirupate montagne con ghiacchi e nevi, e su, nel cielo, vocli di nuvole e cirri color di rosa. A destra, la facciata d'una chiesa: sopra la porta d'ingresso, un grande affresco della Vergine. Il sagrato, in fondo, è limitato da un muricciolo che dà sulla vallata: dove il muricciolo cessa, a sinistra, una strada discende a valle. A sinistra, nel disordine pittoresco dei paesi di montagna, case e baite con qualche balcone fiorito: un'osteria con un'insegna e un fanale, davanti due tavoli di pietra: alcune sedie e due alberelli. La scena è deserta: solo Bastiano, lo sciancato, dorme sui gradini della chiesa.
II: Una stanza di casa di montagna: a destra, un grandefocolare acceso e una porta; al centro un tavolo e alcune sedie. Una lampada è appesa al soffito e riverbera la sua luce sul tavolo, ricperto da un vecchio tappeto. Nella parete di fondo si aprono una finestra e euna porta a vetri. Oggetti e utensili varii, e casse e cassepanche con qualche mobile e vecchie oleografie lungo le pareti. Pannocchie di granoturco pendono dal soffitto affumicato. mariabella dondola una zana dove un bimbo dorme: la madre di Dane fa la calza al focolare. È la notte della vigilia di Natale: fuori nevica. Il nemico, rotta la fronta, avanza minaccioso.
PRELUDIO SINFONICO: LA BATTAGLIA: L'esercito in ritirata sotto l'incalzare del nemico è giunto alle porte del villaggio: la popolazione, rianimata dal grido di Dane, ferma i soldati fuggenti e li incita a combattere ancora. Il momento è sublime: dall'alto del campanile le campane cominciano a suoanre. A quel suono, come a un comando supremo, la linea del combattimento si irrigidisce, e si inizia la resistenza eroica intorno al villaggio che pare una fortezza sulla quale il campanile svetta come una bandier.a Le prime ondate nemiche sono respinte. Ritnornano più folte, più ardite: sono nuovamente respinte. Sotto il fuoco delle artiglierie crollano le case del villaggio, ma la linea di resistenza non si flette di un'unghia. Le campane rintoccano senza posa. Allora il nemico apre il fuoco anche sul campanile e lancia all'assalto nuovi reparti. Nel coro delle campane, d'una tratto, s'avverte una voce roca: una campana è stata ferita. Ma il coro continua ancora più forte, con quella voce roca. Le ondate s'infrangono ancora sotto il villaggio: una seconda campana, una terza sono colpite. Ma il coro ancora non cessa. È l'istante supremo dello lotta. C'è ancora, incolume, la campana maggiore: il suo rombo è più forte di quello dei cannoni; ora non si ode quasi che lei. Il nemico, forse, ha messo il piede nel villaggio: un'ultima resistenza è sarà respinto per sempre. Ma, d'un tratto, il rombo della campana maggiore si spegne: anche Dane è stato colpito. Allora, dall'orchestra, sale un lento inno eroico, pieno di un oscuro senso di disperazione: tutti continuano a combattere ma nessuno crede più nella vittoria. Nelle trincee improvvisate i morti si accumulano sui morti: il villaggio cade in rovina; il nemico sta per mettervi piede. ma ecco che lenta, solenna, come toccata da una mano ferita, qualche campana riprende a suonare. Ritorna la fede nel cuore dei combattenti. Il nemico in un ultimo tentativo viene a battere contro una line adove ogni soldato ha la volontà inflessibile dell'eroe. Dall'orchestrasale il tema della vittoria: incerto, vagolante dagli archi ai legni prima, si afferma finalmente in un unisono e sgorga, scoppia in un ultimo clangore degli ottoni, coprendo gli ultimi rintocchi delle campane che sembrano vicine a morire. S'alza il sipario e appare la scena del primo atto con la chiesa e le case smozzicate dall'artiglieria e ancora fumanti per le esplosioni e per i crolli. La valle è piena di fumo. È il meriggio. La neve non cade più. Anzi, in alto, sui monti nebbiosi, appare un bagliore di sole. Il rombo delle artiglierie si è spento lontano. Il campanile è muto.  
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