Fondo libretti - Conservatorio di musica di Padova

Baronessa di Carini, La

LA BARONESSA DI CARINI/ TRAGEDIA LIRICA IN UN ATTO/ DI/ FRANCESCO PAOLO MULÈ/ MUSICA DI/ GIUSEPPE MULÈ/ Lire 2. -/ G. RICORDI & C./ MILANO/ ROMA - NAPOLI - PALERMO/ LEIPZIG - BUENOS-AIRES - S. PAULO/ PARIS: SOC. ANON. DES ÉDITIONS RICORDI/ LONDON: G. RICORDI & CO., (LONDON) LTD./ NEW YORK: G. RICORDI & CO., INC.

Type
Opera  
Carte
12  
Struttura Frontespizio
Copertina grigia con cornice  
Dimensioni
13,5 x 19,8 cm  
Editore
Ricordi G. & C.  
Num Editoriale
117388  
Stampa
Milano  
Segnatura
LIBRETTI/ BUSTA 63/ 7  
Libretto
Mulè Francesco Paolo  
Musica
Mulè Giuseppe  
Atti
1  
Scene
I, 1  
Personaggi Interpreti
CATERINA LA GRUA - figlia del barone di Carini. Creatura bellissima sui venti anni, Soprano; DON VINCENZO LA GRUA - barone di Carini. Uomo sui 55 anni, di carettere rigido e duro; tenace e irremovibile nei suoi rancori. Odia la famiglia Vernagallo, Basso; LUDOVICO VERNAGALLO - cavaliere gagliardo e bello sui 28 anni, Tenore; MATTEO, - uomo sui 40 anni, brutto e un po' gobbo. Egli è stato messo dal barone a custodia della figlia nel Castello di Carini. Ipocrita e malvagio porta un saoi da frate per nascondere sotto la maschera della religione i suoi perversi istinti, Baritono; VIOLANTE - nutrice di Caterina. Cinquantenne, Mezzosoprano  
Cori Comparse
Voci lontane: contadini  
Luogo
Sicilia, 1563  
Mutamento Scene
I: Maestoso, turrito, fosco, cinto di muraglie, il castello di Carini sta al sommo d'una ripida altura, a piè della quale, rotta da collinette e da poggioli, corre la campagna carinese: selve cenerognole d'olivi, verdi selve d'aranci, vigneti fertilissimi: qua e là cupe macchie di pini. Poco discosto, il paesello quieto e industrioso si dirama agile e candido in mezzo al verde lieto di fragranze e di trilli. Lungi, a valle, luccica e mormora tranquilla l'onda pescosa del Tirreno. Ma il castello, che domina alto un sì florido paesaggio di natura, da un anno più non suona - come già a tratti soleva - di voci e di risa festive: non gai ospiti, più, e né conviti, né feste. D'una prigione ora esso dà l'immagine, prigione fastosa e tetra, nella quale il barone di CArini, signore del luogo, ha relegato Caterina, la sua figliola bellissima, per sottrarla alla vista dell'uomo da lei a Palermo amato e, insieme, per punirla di quel soave e tenace amoe. La stanza di stile gotico, nella quale - principalmente - si svolge la tragedia di Caterina La Grua, è una delle molte che, varie di architettura, fanno sontuoso il castello magnifico. Essa dà, per un'ampia finestra, sulla campagna digradante verso il mare; per un uscio mette nelle stanze di Caterina e per un altro, tagliato impercettibilmente in una parete, comunica con una stanza segreta. in fondo è un corridoio, per quale si va in altre stanze e si esce dal castello. Alla parete sinistra è una piccola cappella della Vergine, con ai lati due lampade accese e, dinanzi, un inginocchiatoio. Poca mobilia adorna la stanza, tra cui un cassettone intarsiato e col piano di marmo, sul quale sono due bronzei, massicci candelabri. Agli angoli biancheggiano due busti marmorei sorretti da colonnine. Presso l'inginocchiatoio è un soffice seggiolone a braccioli, e sedie corrono lungo le pareti. Su qualche sedia avvizziscono rose, molte rose, messe lì a fasci.  
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