Fondo libretti - Conservatorio di musica di Padova

Orsèolo

ILDEBRANDO PIZZETTI/ ORSÈOLO/ DRAMMA IN TRE ATTI/ Prezzo L. 5.-/ 1935/ G.RICORDI & C./ MILANO/ ROMA- NAPOLI - PALERMO/ LEIPZIG - BUENOS AIRES - S. PAULO/ PARIS: S.A. des ÉDITIONS RICORDI/ LONDON: G. RICORDI & Co., (LONDON) Ltd./ NEW YORK: G. RICORDI & Co., Inc./ (Copyright MCMXXXV, by G. RICORDI & Co.)

Type
Opera  
Carte
56  
Struttura Frontespizio
Cop. in cartoncino con illustrazione  
Dimensioni
15,6 x 21,6 cm  
Editore
G. Ricordi & C.  
Num Editoriale
123269  
Stampa
Milano, 1935 (copyright)  
Fondo
Enrico Giachetti  
Segnatura
LIBRETTI/ BUSTA 18/ 17  
Musica
Pizzetti Ildebrando  
Atti
3  
Scene
I, 2 quadri e intermezzo; II, scena unica; III, 2 quadri e intermezzo  
Personaggi Interpreti
ATTO I, primo quadro: MARCO ORSÈOLO, Inquisitore di Stato, Capo dei dieci: Basso; CONTARINA ORSÈOLO: Soprano; MARINO ORSÈOLO: Tenore; IL SENATORE MICHELE SORANZO: Baritono; LA BALIA LEVANTINA: Mezzosoprano; UN SERvO DI CA' ORSÈOLO: Tenore o Baritono; UNA VOCE (un gondoliere di traghetto): Tenore/ Primo intermezzo: UN GIOVANE MASCHERATO: Tenore; UNA RAGAZZA: Soprano o Mezzosoprano; UNA VECCHIA: Mezzosoprano o Contralto; UN'ALTRA VECCHIA: Mezzosoprano o Contralto; UN VECCHIO: Basso; UNA VOCE LONTANA: Tenore/ secondo quadro: MARCO ORSÈOLO: Basso; CONTARINA ORSÈOLO: Soprano; RINIERI FUSINÈR: Tenore; MICHELE SORANZO: Basso; IL DOGE: Basso; ANDREA GRIMANI: Baritono o Basso; UN GENTILUOMO: Tenore; UNA GIOVANE DAMA: Soprano o Mezzosoprano; UN VECCHIO SENATORE: Basso; UNA VECCHIA DAMA: Mezzosoprano; UN SERVO DI CASA GRIMANI: Tenore o Baritono; UN ALTRO SERVO DI CASA GRIMANI: Tenore o Baritono
II: RINIERI FUSINÈR: Tenore; ALVISE FUSINÈR: Baritono; DELFINO FUSINÈR: Tenore; CONTARINA ORSÈOLO: Soprano; MARCO ORSÈOLO: Basso; LUCA: Baritono o Basso; LAZARO e NICOLÒ: due Tenori
III, primo quadro: CONTARINA ORSÈOLO: Soprano; RINIERI FUSINÈR: Tenore; LA MADRE SUPERIORA: Mezzosoprano/ secondo intermezzo: CATE, una giovane madre: Mezzosoprano; IL ROSSO: Tenore; TONI: Baritono o Basso; UN VECCHIO PESCATORE: Basso; UN VECCHIETTO: Baritono o Basso/ secondo quadro: MARCO ORSÈOLO: Basso; CONTARINA ORSÈOLO: Soprano, RINIERI FUSINÈR: Tenore; MICHELE SORANZO: Basso; LA LEVANTINA: Contralto; UN SERVO; UN ALTRO SERVO; UN VECCHIO POPOLANO  
Cori Comparse
I: primo quadro, Voci corali; Primo intermezzo, Coro di maschere, coro di soldati, coro di popolo; secondo quadro, Coro di Signori e Dame, Voci di gondolieri / II: Alcuni servi di Ca' Orsèolo, voci corali / III: secondo intermezzo, Coro di Popolo, Nicolotti e Castellani; coro di bambini; secondo quadro, Il coro processionale, l'ambasceria del Doge e del Senato, Coro di servi di Ca' Orsèolo  
Luogo
A Venezia, alla metà del secolo XVII, negli anni della sfortunata di Candia.
 
Mutamento Scene
I, primo quadro: Nella casa del Senatore Marco Orsèolo, Inquisitore di Stato, Capo dei Dieci. Una piccola stanza ad uso di biblioteca e scrittoio. Un uscio a destra, un altro a sinistra; due finestre nel muro di faccia. Tutt'intorno scaffali ed armadi; un odei quali, a sinistra, nasconde un usciolino segreto. Orsèolo sta seduto presso una scrivania. Di fronte a lui, pure seduto, il Senatore Michele Soranzo. D'aprile, di sera. Sopra la scrivania arde una lampada a più lucignoli./ primo intermezzo: La scena si riapre. Un tratto della Riva degli Schiavoni, vista dalla laguna. Notte stellata. Un gruppo di gente, donne la più parte e qualche vecchio, a sinistra, in attesa degli uomini che passeranno per recarsi all'Arsenale, e di là partiranno per il Levante, per la guerra. Qualche coppia di maschere passa in fondo./ secondo quadro: La scena si riapres. Festa da ballo in Ca' Grimani. Una grande sala. In fondo, spalancata, la porta d'accesso. A destra tre finestroni che danno su un canale. A sinistra tre usci a vetrate che danno nelle altrr sale, dove si danza: aperti il primo uscio, verso il proscenio, e l'ultimo verso il fondo. Notte avanzata. Fervido movimento di invitati: gente riccamente vestita e adorna che entra, sosta a salutare gli amici, e passa nelle sale dove si danza e dalle quali viene, or sì or no, il suono di una orchestra.
II: In un'isoletta dell'estuario. La scena è per due terzi occupata, a sinistra, dal casolare di un pescatore, del quale si vede l'interno: e per l'altra parte da un tratto di spiaggia, oltre il quale, a forse cento passi, è la laguna. Il casolare è stato costruito al riparo di una macchia di pioppi e cipressi bassi, cresciuti stenti e curvi per la forza contraria del vento: il resto della spiaggia è sparso di radi cespugli e giunchi. Dell'interno del casolare si vede una della sue due stanze: uno stanzone basso e scuro. A destra, annerito dal fumo, un camino dove stanno malamente bruciando poche legne umide; in fondo, nel mezzo della parete, la porta, chiusa, e nella stessa parete una finestra a inferriata; a sinistra, una scaletta di pochi scalini che conduce a un uscio, pure chiuso, per i lquale si entra nell'altra stanza. Appese alle travi, che sostengono un tetto di paglia, impastata con fango, reti e bassi e altri strumeti per la pesca. Nel mezzo dell ostanzone, una rozza tavola, e su di essa un boccale di terra e due biccheri, e un grosso pane con infissovi un coltello, e una lucerna a olio, accesa. È il tardo pomeriggio di una giornata d'aprile, ma ventosa e fredda come di pieno inverno. Due uomini sono nello stanzone, unoAlvise Fusinèr, giovane ma che ha l'aspetto di uomo fatto, sta seduto su una bassa scranna di legno davanti al camino, le spalle alla tavola; l'altro, Delfino Fusinèr, sta seduto su la tavola: la luce tremula della lucerna e il rossore della brace o della fiamma gli illuminano or più or meno il viso di adolescente.
III, primo quadro: Nel convento delle Carmelitane. Una grande sala nuda, una specie di loggia, a volta, chiusa da tre alti, e dal quarto aperta verso un porticato quadrato che chiude un giardino. Due panche addossate alle pareti laterali e due seggioloni nel mezzo della sala. Un crocifisso nel mezzo della parete a destra, sopra una bassa porticina chiusa. È una mattina di maggio. Il giardino è tutto fiorito di rose e gigli. Una monaca entra, dal porticato, seguita da Rinieri. Gli fa cenno di accomodarsi su uno dei seggioloni, china lievemente il capo, si allontana. Rinieri rimane in piedi, in attesa. Alcune monache passano in fondo,sotto il porticato. Entra la Madre Superiora./ secondo intermezzo: La scena si riapre. Un tratto della Riva degli Schiavoni, vista dalla laguna. Mattina serena e radiosa; luce piena. Tutto il popolo è sullerive e le piazze per vedere il passaggio della Processione che al seguito del Doge e del Patriarca, incontrati e accolti allo sbarco il Capitan da Mar e gli altri Comandanti del naviglio da guerra, si recherà alla Salute a contare un Te Deum di ringraziamento e di esultanza per le recenti vittori contro i Turchi. Nell'attesa, gruppi di uomini si son qua e là formati che giuocano ai dadi. Una giovane donna, seduta per terra, che ha in grembo un bambino di sei o sette anni e intorno un gruppo di dieci o dodici bambini, dai sette ai nove anni, racconta./ secondo quadro: La scena si riapre. Una grande maestosa sala nel palazzo di Marco Orsèolo. Un'ora avanti il mezzogiorno. Dalle finestre aperte, che guardano un grande canale e altri palazzi e giardini sull'opposta riva, entra chiaro e caldo il sole di maggio. Due servi, un uomo e la bali levantina, stanno spolvernado i mobili, sorvegliati da un altro servo - Zorzi - vecchio e curvo. Da sinistra appare Orsèolo, vestito dalla veste senatoria, con tutte le insegne del suo grado e delle sue dignità. Viene trascinando miseramente le gambe, sostenuto per le braccia da due servi. e altri due servi seguono portando un ampio seggiolone. Orsèolo non è ancora nel mezzo della sala, là dove è un grande tavolo di marmo, che da un altro uscio a sinistra entra un uomo e un ragazzo, ciascuno con un fascio di rose e gigli su le braccia.  
Note
Timbro a secco: G.RICORDI/ 4 35. Autore dell'illustrazione in copertina: C. Isari
Prima esecuzione Firenze Teatro Comunale Vittorio Emanuele Ii 4 maggio 1935 - XIII. Maestro Concertatore e Direttored'orchestra Tullio Serafin  
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