Fondo libretti - Conservatorio di musica di Padova

Dèbora e Jaéle

DÈBORA/ E JAÉLE/ DRAMMA IN TRE ATTI DI/ ILDEBRANDO PIZZETTI/ [fregio]/ G. RICORDI & C./ EDITORI - STAMPATORI/ MILANO - ROMA - NAPOLI - PALERMO - LONDRA - LIPSIA/ BUENOS AIRES - NEW YORK/ PARIS: SOCIÉTÉ ANONYME DES ÉDITIONS RICORDI - PARIS/ 18, Rue de la Pépinière - 18

Type
Opera  
Carte
36  
Struttura Frontespizio
Cop. in cartoncino bianco con illustrazione  
Dimensioni
15,7 x 21,5 cm  
Editore
G. Ricordi & C.  
Num Editoriale
118798  
Stampa
1922 (copyright), Milano  
Fondo
Enrico Giachetti  
Segnatura
LIBRETTI/ BUSTA 18/ 16  
Musica
Pizzetti Ildebrando  
Atti
3  
Scene
I, 1; II, 1; III, 1  
Personaggi Interpreti
I: DÈBORA, LA PROFETESSA D'ISRAELE; JAÉLE; MARA; IL KENITA HÈVER; NABÌ, IL PRINCIPE DI NEFTALI; BARÀK, IL CAPO DEGLI ESERCITI ISRAELITI; AZRIÈL; IL CIECO DI KINNÈRETH; SCILLÈM; JÈSSER, IL PAZZO; UN PASTORE
II: IL RE SÌSERA; IL KENITA HÈVER; JAÉLE; MARA; TALMÀI; ADONISÈDEK; PIRÀM; JAFÌA; UNO SCHIAVO
III: DÈBORA; JAÉLE; MARA; SÌSERA; JÈSSER  
Cori Comparse
I: IL CORO
II: CAPITANI, CANANEI, GUARDIE
III: UOMINI ISRAELITI  
Mutamento Scene
I: La piazza superiore della città di Kèdesch di Neftali, sopra un piccolo altipiano a mezza costa del Monte della Pietra. Sul fondo, tra le chiome emergenti degli ulivi, lo sbocco di un'arida strada sassosa per la quale si discende alla città bassa. Alcune poche case sul lato destro, che sembrano aggrappate al fianco ripido del monte e delle quali non si scorge che poco più del tetto terroso. A sinistra, addossata a un bosco di querci [sic] che copre la sommità, non visibile, del monte, la casa di Baràk, dalla quale si scende sulla piazza per una scala stretta quasi nascosta nella sua parte superiore dai rami di una grande quercia. Sulla fine di settembre. È notte, ma l'alba è già prossima. Per terra, sdraiati o accosciati, gruppidi vecchi uomini vestiti di sacco, che dormono o sonnecchiano. Sono i pastori venuti dalle città e dai villaggi di Neftali, d'Issachàr e di Zevulùn, ad ascoltare l'annunziata parola fatidica della profetessa di Bethèl.
II: Una terrazza terrena, scoperta, sul lato orientale del palazzo di Sìsera in Haròscet. A sinistra il muro esterno del palazzo medesimo con una bassa porta buia nel mezzo, due finestre, ai lati della porta, ma protette da grate di ferro; in fondo e a destra un basso muricciolo di mattoni d'argilla, dispra al quale si vedono gli alberi di un bosco folto. Si accede alla terrazza per due brevi scalinati di pietri, una a lato del palazzo, verso il bosco, l'altra nel mezzo del muretto, a destra. È il crepuscolo. Una luce violacea è diffura nell'aria, incupita dall'ombra del palazzo e delle piante. Intorno ad una tavola bassa, posta nel mezzo della terrazza, stanno principi e capitani cananei, seduti su cuscini e tappeti stesi per terra, e in mezzo a loro, ma sopra unseggio più alto, Sìsera; gruppi di altri uomini di inferiore dignità ai lati della tavola. La cena è ormai sul finire. Si discorre, si vocia, si ride. Ma Sìsera non parla, e pare che neppure ascolti e neppure guardi, e pare infastidito: solamente, di tanto in tanto, stende il barccio per prendere di su la tavola un pezzo di carne che buttà di là dal muretto, ai cani.
III: Uno spiazzo erboso nel querceto di Saananìm. Il bosco si stende intorno, alto e folto. Sul fondo, fra i tronchi, s' intravede, distante forse un miglio, parte dell'attendamento dei keniti; più oltre, lontano, il lineamento delle montagne del Libano. A destra la tende di Jaéle, mezzo sconvolta da un terribile uragano che ha imperversato violentissimo per tre giorni interi. A sinistra un sentiero che si perde fra il frascame. Di prima mattina. Ha smesso da poco di piovere, ma il cieloè tuttavia nuvoloso e scuro e basso, e le piante gocciolano dalle foglie lucide. Di tanto in tanto una ventata di tramontana, che piega i quercioli giovani e le cime degli alberi grossi. Fuor della tenda stanno Mara e Jaéle: Mara lavora a riaccomodare la tenda e rilega i capi dei vari teli a pioli di quercia, e i pioli configge nel terreno con un grosso martello di legno; Jaéle è seduta lì presso, sopra una pietra bassa, a testa china, il mento poggiato sul palmo delle mani congiunte.  
Note
Timbro a secco illeggibile. Autore dell'illustrazione in copertina C. Isari  
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