Fondo libretti - Conservatorio di musica di Padova

Don Giovanni

Don Giovanni/ Tragedia in 4 atti/ DI/ ARTURO ROSSATO/ PER LA MUSICA/ DI/ FELICE LATTUADA/ [fregio]/ MILANO/ CASA MUSICALE SONZOGNO/ (Società Anonima)/ 12 - Via Pasquirolo - 12

Type
Opera  
Carte
34  
Struttura Frontespizio
Cop. in cartoncino chiaro con decorazione  
Dimensioni
14,1 x 18,8 cm  
Tipografo
Tipografia della Casa Musicale Sonzogno  
Editore
Casa Musicale Sonzogno  
Stampa
Milano, 1925  
Fondo
Enrico Giachetti  
Segnatura
LIBRETTI/ BUSTA 18/ 3  
Libretto
Rossato Arturo  
Musica
Lattuada Felice  
Atti
4  
Scene
I, 1; II, 1; III, 1; IV, 1  
Personaggi Interpreti
DON GIOVANNI; DON LUIGI MENGHIA; DON GONZALO; CAPITANO SENTELLIA; CAPITANO AVELLIA; SCIUTTI; CRISTOFORO; UN CUSTODE; DONNA INES; DONNA MARIA; ANNA; LA DANZATRICE  
Cori Comparse
Maschere; Folla  
Luogo
A Siviglia nel 1545  
Mutamento Scene
I: Una piazzetta di Siviglia. Nel fondo la facciata severa d'un convento, con le alte finestre ad inferriata e la croce sulla porta. A sinistra, formando un vicolo col monastero, una casa. Una finestra, chiusa da sbarre, spiccherà in basso e la porta d'entrata sarà fra due colonne, sull'angolo opposto a quello che guarderà il convento. A destra, la "TAverna del Lauro". Sarà una casa povera, cinta da un porticato basso che correrà svoltando verso la piazza e scomparirtà dal lato del convento, così da formare una viuzza di fronte al vicolo opposto. Sotto il portico - davanti - si vedrà la porta interna aperta che metterà nell'interno della taverna: e l'interno sarà illuminato e ingombro di tavoli, di sedie, di panche. Fuori, sotto il portico, due tavoli. Intorno a uno, siedono DON LUIGI MENGHIA, AVELLIA e SENTELLIA; all'altro tavolo siede invece un uomo mascherato, intento a scrivere una lettera. Vicino a lui, appoggiato ad una colonna del portico, sta SCIUTTI. CRISTOFOro, l'oste, apparecchia i tavoli nell'interno della taverna popolata di maschere, poi esce e si avvicina a SCIUTTI. E' il crepuscolo. Un fioco canto di chitarra e di voci si avvicina sommesso, rompendo di tanto in tanto in uno strido lungo.
II: Casina di Don Giovanni, lungo le rive del Guadalquivir, poco lungi da Siviglia. Appare un'ampia e ricca sala, con due porte ai lati, e nel fondo - in tutta la sua larghezza - una terrazza che dà sul fiume. E' l'ora dell'alba. una luce rosea, sparpaglia qua e là sui tappeti, sulle armi e sulle ricchezza profusa intorno, guizzi argentei. Passano pel cielo nuvole bianche che a poco a poco si accendono. Lontano, spicca Siviglia. La luna tramonta, pallida. Nella sala silenzio. Distesa sopra un basso divano, INES giaced ancora priva di sensi; ANNA le sta vicino gemendo sommessamente mentre SCIUTTI, dalla terrazza, spia sul fiume in silenzio. Nella luce che schiarirà sempre più, si vedranno passare, ondeggiando cogli acuti vertici triangolari, gruppi di vele bianche.
III: Un vago ordine di colonne candide, spicca ai due lati dalle pareti marmoree, congiungedosi quasi in cerchio nel fondo, vicino a un muro basso, coperto di edere e di fiori. Nel mezzo del muro, si vedrà un cancello di ferro aperto; ai lati del cancello vigilano due cipressi alti. Oltre il cancello la campagna. E' una notte d'estate, calma e stellata. Fra i cipressi splende una gran luca. Quasi a ridosso delle prime colonne di destra si erge, fierissima, la stuatua marmorea di Don Gonzalo, dal volto aspro e minaccioso; di fronte a lui, fra le colonne opposte, si leva un'arca, posata sopra un basamento di tre gradini; nel mezzo dell'arca spicca in oro, il nome di Ines. Un busto di Menghia, altre statue, lapidi e immagini ornano le pareti. La notte è profonda. Un usignolo gorgheggia sì e no, fra i cipressi illuminati dalla luna. Chiaror lunare sull'arca ed ombre sotto i portici. Un uomo esce da una piccola porta aperta nelle parete dietro l'arca. Ha due lanterne accese. Ne appena una presso la statua di Don Gonzalo, posa l'altra a terra, in silenzio. Si guarda allora intorno, si fa il segno della croce e prega sotto voce. Sotto la luca, nel mezzo del cancello aperto, appare come una visione, un cavaliere ammantellato. Il custode, mormorata la preghiera, ripete il segno della croca, toglie la lucerna e si avvia per uscire, ma alla vista dell'ammantellato lascia cadere la lampada, ha un guizzo di terrore e rimane lì grottescamente, senza fiato fiato. Il cavaliere allora si muove ed avanza verso di lui guardando curiosamente intorno.
IV: Il Cenacolo nella casa di Don Giovanni. A destra, nella parete, un'ampia finestra che dà sulla via; a sinistra, di faccia, una breve scalinata che scende nel giardino, tutto verde di palme sotto la luna; nel fondo un'altra scalinata che scende nel vestibolo. Del vestibolo - in basso di quattro o cinque gradini dal cenacolo . si scorgeranno le arcate, i capitelli e metà delle colonne, le ultime delle quali inquadrano una porta di legno, seratta. E' notte. Sul guardino, che gitta il suo verde nella scalinata, ridono le stelle. Per entro la finestra filtra una raggio velato di luna. Poco lontano dalla finestra, una tavola apparecchiata è illuminaa da tre lumiere d'argento, a becchi. Il vestibolo, oltre la scalinata del fondo, è chiaro per un lampada che arde al sommo della paorta. Cassapanche, armadii, tappeti, armi  
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