Fondo libretti - Conservatorio di musica di Padova

Isabeau

ISABEAU/ LEGGENDA DRAMMATICA IN TRE PARTI/ DI/ LUIGI ILLICA/ MUSICA DI/ PIETRO MASCAGNI/ [fregio]/ MILANO/ CASA MUSICALE SONZOGNO/ Via Pasquirolo, 12/ copyright 1910, by Casa Musicale Sonzogno

Type
Opera  
Carte
32  
Struttura Frontespizio
Cop. in cartoncino blu con scritta oro  
Dimensioni
14 x 20 cm  
Tipografo
Mattarelli  
Editore
Casa Musicale Sonzogno  
Stampa
Milano, 1910 (copyright)  
Fondo
Enrico Giachetti  
Segnatura
LIBRETTI/ BUSTA 2/ 5  
Atti
3  
Scene
I, 1; II, 1; III, 1  
Personaggi Interpreti
ISABEAU; ERMYNTRUDE; ERMYNGARDE; GIGLIETTA O GIGLIERETTA; FOLCO; RE RAIMONDO; MESSER CORNELIUS; IL CAVALIER FAÏDIT; L'ARALDO MAGGIORE; ARUNDEL DI WESTERNE; ETHELBERT D'ARGILE; RANDOLFO DI DUBLINO; UBALDO DI GUASCOGNA  
Cori Comparse
Donne del popolo; Dame della corte; Dignitari e consiglieri del trono; Paggi; Famigli; Donzelli; Scudieri; Araldi; Armieri; Gente di popolo e di vassallaggio  
Luogo
L'epoca: A' bei dì lontani quando la Leggenda correva il mondo, quando, al caldo soffio di una primavera di idealità, su da tutte le terre pullulava il fiore della Fantasia e sbocciava l'Eroe o l'Eroina, giù nei tuguri o su in alto nelle aurate Reggie, tra i figli della gleba e del bosco o tra le bionde pulzelle inconoronate: Poesia di Popolo e Poesia di Re.  
Mutamento Scene
I, IL MATTINO: Dove ha la sua reggia il vecchio re, piuttosto che un castello, è un palazzo aperto, poiché, invece che da muri, intorniato da corsie a larghe arcate su colonne binate che lasciano libere passare aria e luce e insieme sguardi, suoni, voci, clamori e giubilii, tutte le espressioni di vita infine di un popolo e di una città. La magnifica "Rotonda" - la gran sala a reggia che disnoda obbediente seguendo la curva che le impone l'ampio scalone a spirale che ne forma la vertebra - domina alto tutta la Città; la piazza turrita le si allarga davanti; dove dovrebbe cadere o sollevarsi un ponte levatoio, o stridere catena, una larga gradinata, per la maggiore arcata che un ricco e pesante cortinaggio chiude, si stcca e scende giù nella piazza. Così la reggia penetra dentro nella esistenza del suo regno. Il ponte levatoio - così come fu de' muri intorno e de' fossati - amore di Re e di popolo hanno soppresso. Questa gradinata che unisce la città alla reggia è dunque il simbolo di un salco e forte abbraccio fra popolo vassallo e Re Raimondo. Dall piazza sgusciano, diffondendosi capricciosamente, strade che per altre vie, per viuzze, per viottoli corrono tutta la città; cosicchè dalle arcate, dalle ampie finestre colonnate in alto, dal suo giardino pensile e dalle ogive di una cappella votiva che lo fronteggia, il mervaiglioso spettacolo di tutta la città, fino al mare da un lato, fino ai monti dall'altro, è sempre aperto innanzi agli occhi del vecchio Re. Non atrii, non vestiboli quindi; la gradinata per la arcata maggiore introduce subito nella Sala che è la Sala di Trono e di Giustizia, di Editti e di Convivii, di Corti Bandite e di Adunanze, sala a tutto, per tutto e di tutti.
II, IL MERIGGIO: Quella parte di castello di Re Raimondo dove gli antichi baluardi e spalti, inutile opera di difesa, ridotti a ridenti e vivacissimi giardini pensili, formano semicerchio bastionato piombando a picco giù, dominando le vie e le viuzze sottostanti, il magnifico panorama della CIttà decorrente lenemente a gradi dai monti fino al mare, confondendo insieme l'azzurro e il verde dei boschi e l'azzurro profondo del mare.
III, LA SERA: Dove il Castello di re Raimondo nella sua parte inferiore mette in comunicazione le prigioni e gli accasermamenti degli armigeri colla piazzetta della Città dove vengono eseguite le altre opere di giustizia. In alto è l'Oratorio regale che fronteggia il giardino pensile. La porta de' sotterranei che conduce alle prigioni è in basso e si apre entro ad una volta tetra sopra una scala tortuosa e oscura. L'entrata signorile è al lato opposto.  
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